17 novembre 1625

Serenissimo Principe,

Dopo aver servito la Serenità Vostra per 12 anni fuori dalla patria in diverse cariche, le Eccellenze Vostre Illustrissime hanno deciso di mandarmi qua con l’urgenza che gli affari importanti della Valtellina richiedevano.

Ora è ormai un anno che mi trattengo in questa Valle, durante il quale numerosi sono stati i disagi, le scomodità e i patimenti, tutti a conoscenza delle Eccellenze Vostre Illustrissime, mentre l’intera responsabilità delle decisioni era tra le mie mani, con la diligenza concessami dalle mie deboli forze per quanto riguarda la spedizione delle cose necessarie all’armata e che, giornalmente, venivano richieste dall’eccellentissimo ambasciatore Vallaresso, dalla quale dipendeva la conquista della Valtellina.

A questo si aggiungono le incessanti e insopportabili spese a causa delle quali la mia casa è stata intaccata, tanto che si vedono consumate le poche sostanze rimaste.

Sono quindi a supplicarle di mandarmi un successore, facendolo partire il prima possibile come compiace alle Eccellenze Vostre Illustrissime affinché possa, nel riposo e nella quiete della mia patria, ricevere qualche sollievo alle mie deboli forze messe a dura prova dai suddetti patimenti e poter così provvedere agli interessi della mia casa che, a causa della mia lunga assenza, si trova in pessimo stato.

Non rifiutandomi mai di servire ogni volta che dalle Eccellenze Vostre Illustrissime mi sarà commissionata un’altra carica, nella quale possa riuscire di maggior profitto nel pubblico servizio promettendo, così come hanno fatto i miei antenati, di perdere, in caso di necessità, i miei averi e la mia vita a servizio della Serenità Vostra e delle Eccellenze Vostre Illustrissime.

Di Edolo, il 17 novembre 1625.

Marc’Antonio Canal Provveditore in Valcamonica

 

Edizione del testo originale: Provveditore in Valcamonica. Dispacci, n. 101.

22 ottobre 1625

Serenissimo Principe,

Mi è giunta lettera dalla Serenità Vostra nella quale mi si accusa di aver spedito artiglieria e altre munizioni da guerra al forte di Bormio, come ordinato dall’eccellentissimo generale Erizzo. La Serenità Vostra vedrà dall’allegato la richiesta fattami dall’eccellentissimo signor Vallaresso in persona.

Ho eseguito il tutto con la puntualità che spetta alla mia carica per servire la Serenità Vostra e non ho mai in alcun modo operato senza l’assenso degli eccellentissimi signori generali, come farò sempre in ogni evento.

Di Edolo, il 22 ottobre 1625.

Marc’Antonio Canal Provveditore in Valcamonica

 

Edizione del testo originale: Provveditore in Valcamonica. Dispacci, n. 100.

7 ottobre 1625

Serenissimo Principe,

Gli ultimi successi della Valtellina che sono stati comunicati alla Serenità Vostra dall’eccellentissimo Vallaresso mi danno parecchio da lavorare e dubito che mi portino qualche vantaggio nell’avvenire dato le cattive intenzioni dei ribelli, dei quali ho già riportato notizia sia alla Serenità Vostra che all’eccellentissimo provveditor Zorzi che, con prudenza e diligenza, sicuramente rimedierà a tutto.

Ieri ho fatto marciare verso la Valtellina le restanti truppe francesi della milizia del duca di Candale e, affinché non si verifichi qualche sinistro da quella nazione ben conosciuta dalle Eccellenze Vostre Illustrissime a danno dei poveri sudditi, mi sono trasferito fino ai confini. Ho fatto così anche oggi per il trasporto di armi e munizioni al forte di Bormio, ordinatomi dall’eccellentissimo provveditor generale, al quale ho ricordato che se avessi qualche milizia in più, in particolare la cavalleria, potrei far fronte più facilmente ai bisogni della Valtellina, come farei io stesso per servire la Serenità Vostra.

I disagi e i patimenti subiti in tante cariche mi hanno oppresso e indebolito; oltre ai danni subiti dalla mia casa per le continue ed indicibili spese fatte in tante occasioni in questa Valle, dove, per la quantità di milizie che vi transitano e vi dimorano, a mala pena si può sopravvivere.

Tuttavia, per servire la Serenità Vostra, accetto tutto ciò e mi rimetto agli ordini delle Eccellenze Vostre Illustrissime.

Di Edolo, 7 ottobre 1625.

Marc’Antonio Canal Provveditore in Valcamonica

 

Edizione del testo originale: Provveditore in Valcamonica. Dispacci, n. 99.

30 settembre 1625

Serenissimo Principe,

L’ordine di ieri sera dell’eccellentissimo generale riguardante la spedizione di due compagnie oltramontane in Valtellina è stato eseguito e ricevuto allo stesso tempo. Stamattina, infatti, si sono incamminate verso la loro destinazione, dopo aver dato disposizioni ai capitani affinché non accada qualche disordine durante la marcia fino all’arrivo dall’eccellentissimo provveditore Zorzi, al quale ho inviato le carte con tutte le note necessarie.

I miei confidenti mi hanno avvisato che in Valtellina i soliti ribelli, che vi dimorano da sempre e che frequentano la casa del marchese di Coeuvre, hanno provocato nuovi disordini; inoltre hanno concordato con gli Spagnoli, facendo arrivare le armi sotto copertura di altre mercanzie sia da Brescia che da Milano, l’attacco contro i Francesi e di conseguenza contro le milizie della Serenità Vostra. Nonostante tale notizia sia pervenuta dal provveditor Zorzi con dovizia di particolari, ho preferito riferirla anche io come ho fatto per cautela sia con l’eccellentissimo generale che con il provveditor Zorzi, in quanto trattasi di un avviso di sicura provenienza da parte di persone che hanno grandi interessi nella Valtellina e di sudditi fedelissimi alla Serenità Vostra.

Riferisco quindi con la mia solita riverenza affinché il tutto venga stimato come meglio credono le Eccellenze Vostre Illustrissime.

Di Edolo, il 30 settembre 1625.

Marc’Antonio Canal Provveditore in Valcamonica

 

Edizione del testo originale: Provveditore in Valcamonica. Dispacci, n. 98.

4 settembre 1625

Serenissimo Principe,

Con la spedizione delle tre compagnie francesi del signor duca di Candale in aggiunta ai mille fanti della Valtellina, mi è stata ordinata anche la loro rassegna, che non si è potuta svolgere il giorno 27 passato a causa di vari avvenimenti. Ho seguito diligentemente il suo svolgimento come negli altri servizi resi a Sua Serenità; di ogni problema ho messo a conoscenza gli eccellentissimi signori ambasciator Vallaresso e capitano di Brescia poiché, dovendo loro provvedere all’esborso delle paghe, siano a conoscenza del gran numero di ammalati presenti nelle milizie, che si aggira intorno alle 135 unità, affinché possano accertarsi della verità, che mi è stato impedito di appurare a causa del poco tempo a disposizione e per l’impegno della spedizione.

Per quanto riguarda il resto delle milizie, si tratta di gente che promette un ottimo servizio.

Ho rivisto tutti i passi della Valle e ho saputo qualche particolare degli affari di Leopoldo e dei confini vicini, ma nulla degno di nota.

Ho mandato una persona in Tirolo che mi avviserà di ogni vicenda e, in caso di notizie importanti, non esiterò a riferirle alle Eccellenze Vostre Illustrissime.

Di Edolo, il 4 settembre 1625.

Marc’Antonio Canal Provveditore in Valcamonica

 

 

Edizione del testo originale: Provveditore in Valcamonica. Dispacci, n. 97.